Nella terra del sole che sboccia

Nella terra del sole che sboccia, di Marco Gregò, illustrazioni di Vieri Sorrentino, I Buoni Cugini Editori

Appena avuto questo libro tra le mani non sapevo da dove iniziare a leggere: la bellissima frase in quarta, la splendida ed emozionante copertina, la trama sull'aletta di prima, le bio e le foto di autore e illustratore nell'aletta di quarta (vedere quest'illustratore quasi sorridente è la cosa che più di ogni altra mi spalanca il cuore!)...  e ho deciso di cominciare dai ringraziamenti. I ringraziamenti a me piace sempre leggerli, mi piace quando sono tanti. Un po' perchè se il libro è bello e dispiace che sia finito e i ringraziamenti sono un modo per staccarsene piano, per restare ancora un po' con il libro. Leggi questi nomi di persone sconosciute e immagini le relazioni, il sostegno, l'amicizia, le cose che hanno fatto insieme. Ci sono autori e autrici che fanno bellissime pagine di ringraziamenti! I ringraziamenti però sono davvero speciali se, come in questo caso, quasi tutte le persone citate le conosci bene: c'è un libraio un po' folle che ha trascinato un gruppo di adolescenti nel mondo dei libri, c'è una giovane donna che ricordi bambina quando l'accompagnavi a giocare a baseball, c'è l'amica con cui condividi in rete emozioni e notizie, c'è un gruppo di ragazzi che hai visto crescere, c'è una mamma con cui condividi ansie e trepidazioni, c'è una strana sigla, TDS, che sai cosa significhi mentre in tanti non capiranno cosa voglia dire, c'è la forte amicizia fra due ragazzi che si sono conosciuti in uno dei modi più improbabili e c'è tuo figlio che forse l'amico che lo ringrazia conosce meglio di te.

Ecco, sono stati talmente ricchi questi ringraziamenti che quasi potrei fermarmi, tanto più che il contenuto del libro non mi è del tutto nuovo perchè una prima bozza mi era capitata qualche tempo fa tra le mani. Ne avevo leggicchiate alcune pagine poi per uno strano senso di pudore mi ero fermata. Non volevo intromettermi, ci sono dei momenti in cui una mamma o la mamma di un amico non deve intromettersi, tanto più se fa l'editrice. Ci sono dei momenti in cui bisogna farsi da parte e lasciare che camminino da soli, perchè la strada sarà più faticosa ma darà molta più soddisfazione averla percorsa. (Che frase banale e stereotipata che ho scritto... ma ci sta!)

Ma veniamo al libro... che dire? E' proprio bello. La cosa più bella è che è pieno di emozioni, di pensieri che leggi e poi vuoi rileggere tanto senti che vengono da un vissuto vero, da una crescita emotiva che forse non è stata semplice ma che è stata piena di riflessioni e di consapevolezza. Uno di quei libri che hai voglia di leggere con la matita in mano perchè vuoi essere certa di poter ritrovare ciò che ti ha colpito. Un libro che parla di libri, di letture appassionate, di autori amati, di ore trascorse a parlare, di amicizia, di amore, di amore per i libri e la scrittura. Quella scrittura che nasce dal bisogno di tirare fuori, che ti aiuta a conoscere te stesso e a raccontarti in modo vero.

Un libro complesso, a più voci che si alternano. Non è un libro di cui si racconta facilmente la trama, perchè la trama, seppure c'è, è secondaria. Ci sono due cani randagi, Grigio e Oliver. Il primo, anziano, racconta una storia al cucciolo, gli racconta di Albatro, del suo amore per Julie, e c'è Friedrich Nietzsche... e c'è questo sole che non si decide a sbocciare... e c'è una bellissima poesia... e cosa altro c'è lo scoprirete leggendolo.

E poi ci sono le illustrazioni, ad aprire molti capitoli, ad arricchirli, che accompagnano perfettamente le emozioni delle parole, e vanno guardate con calma, vanno lette... perchè sono tanto belle!

Un libro che invito a leggere... e non perché sono di parte. Un libro che dovrebbero leggere anche tutti coloro che senza conoscere pontificano sui giovani...