Petizione Vogliamo l'educazione al genere sin dalla scuola dell'infanzia

Desideriamo che l'educazione alle differenze, alle emozioni, all'affettività sia praticata sin dalla scuola dell'infanzia. Desideriamo che l'educazione delle bambine e dei bambini avvenga senza creare stereotipi, anziché doverli poi decostruire negli anni successivi. Relazioni sentimentali violente, bullismo, cyberbullismo sono fenomeni che vanno prevenuti, è inutile contrastarli se prima non facciamo niente per evitarli, ma anzi diamo campo libero a pessime trasmissioni tv e terribili modelli mediatici e pubblicitari. Proprio nella scuola dell'infanzia è indispensabile educare alle emozioni, spiegare che piangere non è da femminuccia, che la rabbia non è un'emozione positiva neanche per un maschietto, che non si risponde ad uno schiaffo con uno schiaffo, che non si dà un bacetto a una bimba che non lo vuole, che un maschietto può essere timido ed una bimba spavalda, un maschietto può avere paura ed una bimba può desiderare di dare calci ad un pallone. Vogliamo che nella scuola dell'infanzia si leggano ed usino libri che non confinino le bambine nel ruolo di principesse e i bambini in quello di supereroi. Vogliamo che a tutte/i siano offerti tutti i tipi di giochi, che maschi e femmine siano educati all'empatia e al prendersi cura dell'altro/a, a rispettarsi, a riconoscere e comprendere le emozioni. Crediamo che crescere uomini e donne che si rispettino, che abbiano fiducia in se stessi/e, che sappiano amare e amarsi non sia faccenda da lasciare a uno spot tv malfatto in cui una bambina dice che da grande sarà picchiata. Perché la cosa grave è questa: si impedisce l'educazione affettiva nelle scuole ma al contempo si permette la diseducazione affettiva praticata dai media, dai social network, da operatori/trici incompetenti. E nel frattempo si continua a piangere se una ragazza viene bruciata o colpita con l'acido o uccisa o si toglie la vita perché umiliata in rete.

Questa petizione ha lo scopo di sostenere l'impegno della ministra Valeria Fedeli su questo tema e cercare di far riflettere chi, all'interno del Governo, come il ministro Alfano, si oppone.

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