Una bella recensione di Ninablu

(...) Nina è circondata da tinte azzurrine, impastate di cielo, mare e vento. Vive di spiagge segrete, di tavoli di bellezza, saluta i gabbiani e siede davanti alla soglia a contare le navi di passaggio.

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Gli spazi della sua casa sono cosparsi di conchiglie e sul tavolo una vecchia brocca avvolge erbe e fiori secchi.
Tiziana scrive una fiaba attraverso cui i bambini hanno l’opportunità di accostarsi a gesti e rituali antichi dal sapore autentico, come intagliare il legno, cucinare, cucire, leggere. E preparare il tè. Perché le bambine tornino a sognare principesse e indossare le ali “mentre il battito del cuore è ancora nei sogni dell’alba“.
Sono i valori semplici ad emergere da queste pagine, stati d’animo legati alla genuinità di una magia mai banale: Ninablu intesse un rapporto di affetto profondo con una donna anziana che l’attende sempre sul balcone, Venere, che si veste con stoffe colorate portate dai viaggi dei marinari. È l’elogio della natura che si dispiega nell’avvicendarsi delle stagioni, l’esaltazione dei profumi.


Così come accade nei suoi dipinti, Tiziana fonde anche in questo progetto realtà e mondo onirico. Lo colora con le stesse tinte vivaci con cui disegna le sue fate, sollecita le corde di quell’immaginazione polverosa che ciascuno di noi possiede.

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