Cristina Zuppa

Cristina Zuppa è nata a Roma nel 1969, si è laureata in legge ed ha conseguito il titolo di avvocato senza eccessiva convinzione. 
Si è sposata. 
Ritenuto di aver fatto tutto quel che ci si attendeva da lei ha, nel giro di pochi anni, archiviato gli studi, divorziato, e si è finalmente dedicata con soddisfazione alle proprie passioni: scrittura, musica e fotografia. Nessuna delle quali remunerativa, ma vabbè.
Ha pubblicato, sempre con Mammeonline, la fiaba E vissero felici e contenti all’interno della raccolta Ancora Una e il racconto lungo il mio ginecologo è nato il 17 marzo, nel 2008. Collabora con la rivista Jazzit fotografando jazzisti. Suona il sax nei Sin Verguenza, allegra orchestra jazz composta di musicisti amatoriali. 
Per la maggior parte del tempo è felice.

Il mio ginecologo è nato il 17 marzo

Il mio ginecologo è nato il 17 marzo

  • Cristina Zuppa

La sterilità, una cosa che capita agli altri. Così pensano in tanti. Un modo di rimuovere, esorcizzare, proteggersi. Ma cosa succede quando capita davvero a te?
Succede di ritrovarsi all’improvviso proiettati in una realtà diversa, cambia la percezione della realtà, cambia il modo di vedere e di essere visti.
Capita di scoprire, con disappunto, rabbia, disperazione, che la sterilità non è dai più considerata una malattia, ma una sorta di marchio d’infamia.

E che la sua cura, la fecondazione assistita, non è vista come un modo di superare l’ostacolo, ma un agghiacciante esperimento alla frankenstein, e un modo per legittimare capricci e ossessioni delle donne rispetto all’idea di maternità. Il malato non viene compatito e consolato, ma additato e accusato.

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