Ci voleva Sanremo per far luce sull'Associazione Doppia Difesa?

È dal 2015 che Matilda Editrice Mammeonline, Donne in Rete, Simona Sforza, la rete Dire, blog conme il Ricciocorno, Luisa Betti e tante e tanti altri cercano di portare l’attenzione sulle assurde campagne pro Pas e anche quelle sulla violenza dell’associazione Doppia Difesa (di Hunziker e Buongiorno). Ma evidentemente ci volevano Sanremo e la campagna elettorale perché se ne parlasse di più.

Tratto da Sguardi differenti: "Il rilancio dell’alienazione parentale sta avvenendo soprattutto attraverso una campagna pubblicitaria con spot televisivi realizzati dall’associazione Doppia Difesa fondata dall’avvocata Giulia Bongiorno (che sta portando avanti una proposta di legge che prevederebbe addirittura il carcere per il genitore alienante) e da Michelle Hunziker. Gli spot, di cui parliamo più approfonditamente più avanti, prodotti da Rai Cinema, sono molto curati cinematograficamente. Vi prendono parte attori e attrici di grande notorietà, quindi in grado di fare presa sul pubblico, ma presentano dei contenuti diversi dalla realtà perché fanno riferimenti a coppie che non si separano in maniera drammatica e comunque non a seguito di volenze agite e subite. Non danno l’idea del fatto che l’alienazione genitoriale è usata contro le mogli/madri maltrattate e che spesso anche i figli/e sono vittime di violenze. Tali spot sono stati presentati il 30 ottobre 2015, in anteprima, in occasione dell’evento Insieme contro la violenza, convegno di perfezionamento per le Forze di Polizia e quindi avallati dal Ministero dell’Interno."

Eccone alcuni: Una bella giornata, I turni

Nell'articolo di Sguardi Differenti intitolato L'importanza di fornire messaggi equilibrati, così scrive Simona Sforza: "Sappiamo quanto i messaggi televisivi possano essere invasivi, efficaci nel formare l’opinione pubblica, e ciò spesso avviene senza che si abbiano gli strumenti per un consumo attivo e critico della TV. Un messaggio diventa automaticamente vero se viene passato dalla TV, specialmente se si tratta di TV pubblica.
Pertanto occorrerebbe avere un approccio più attento quando si aprono gli spazi a certi interlocutori, temi e spot. Alla campagna sull’alienazione parentale (Ap) di Doppia difesa sono stati dati spazi enormi dai media di ogni genere. Da più parti sono state sollevate perplessità sull’opportunità di questa iniziativa su una sindrome inesistente, che reca con sé numerosi messaggi e implicazioni negative fra cui il già citato comunicato di D.i.Re.  Non solo una raccolta fondi, ma anche spot in cui campeggia il logo di Rai Cinema.

A preoccupare è il modo in cui sono tratteggiate le figure di due delle tre madri presenti nello spot, in particolare quelle interpretate da Ambra Angiolini e da Barbora Bobulova. Uno spot che rischia di trasmettere una informazione sbagliata, perché trascura e in questo modo oscura tutte le situazioni di violenza che a volte sono la causa della decisione della donna di separarsi. Nello spot, infatti, la donna, incastonata in un contesto post-separazione, appare isterica, vendicativa, astiosa, e l’insieme mi sembra che alla fine suggerisca che la donna deve sottomettersi ed essere docile, perché così va tutto per il meglio, soprattutto per i figli. Come se il problema fosse unicamente la madre, come se non ci potessero essere altre ragioni alle origini di un conflitto coniugale."

E vogliamo parlare di alcuni spot contro la violenza della stessa associazione, chiamati Racconta un'altra storia, in cui le donne appaiono come sciocchine per quali la cosa importante è che lui le compri un paio di scarpe o non dimentichi l'anniversario? Spot stupidi in cui sembra che la violenza derivi da capricci femminili, o peggio ancora che non esista proprio perchè vedendo questi spot pensiamo all'inizio di assistere a violenze salvo poi accorgerci che sono solo solo sciocchi equivoci nati nella testolina sciocca delle donne. Spot piendi di stereotipi, dall'uomo che deve farsi perdonare la visita della mamma o l'andare a giocare a calcetto.

Ad esempio questo in cui lui dimentica l'anniversario, o questo sul calcetto, o quest'altro sulle scarpe nuove.

E comunque è da tempo che ribadiamo che non si può accettare l'idea che un'associazione che si definisce dalla parte delle donne, che definisce come suo obiettivo primario quello di contrastare il femminicidio, sia al contempo sostenitrice della cosiddetta Pas, ovvero Sindrome da alienazione genitoriale, che tanto male fa alle donne che si separano da mariti violenti. Come appunto fa l'associazione Doppia Difesa, di Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker che, probabilmente perchè gestita da due donne note, ha sempre tanta visibilità sui media. E fondi, e supporto. E chi cerca di lavorare seriamente lo fa tra mille difficoltà e nessun riconoscimento.

 

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