Corse di tram di E. Laffranchini vince il Premio Racalmare L. Sciascia

Corse di tram di E. Laffranchini vince il Premio Racalmare L. Sciascia

Eleonora Laffranchini, con il romanzo Corse di Tram, da noi pubblicato nella collana Crisalidi e Farfalle è la vincitrice della nona edizione del Premio “Racalmare Sciascia- Scuola” la cui cerimonia di premiazione si è svolta oggi 27 maggio a Grotte nell’aula magna della scuola media. Una edizione tutta al femminile del Premio, che ha visto come altre finaliste Alberta Nobile (pseudonimo di Irene Scarpati)  con Passi di cane (Edizioni Bianconero) e Carolina Lo Nero  con Lisca Bianca (Navarra Editore). Giurati e giurate sono stati i ragazzi e le ragazze della scuola media, 27 ragazzi e ragazze, 3 per ognuna delle classi partecipanti. 17 dei 27 voti sono andati a Corse di tram... insomma un vero successo!

Il successo di questo libro mi riempie di gioia, per tanti motivi. Il primo è perchè ancora una volta si rivela il ruolo di talent scout di questa casa editrice. Al 90% i libri pubblicati sono stati scritti e/o illustrati da esordienti totali o quasi totali. Esordienti che hanno ottenuto in alcuni casi ottimi riconoscimenti e in altri hanno avuto dopo il piacere di pubblicare altri libri con editori molto noti ed importanti.

Il secondo motivo è collegato alla semplice constatazione che un libro che qualcuno avrebbe potuto bollare come "da ragazze" ha vinto, ottenendo i voti delle ragazze ma anche dei ragazzi. Quindi questo vuol dire che i nostri sforzi, faticosi e anche un po' coraggiosi (lasciatemelo dire!) di pubblicare libri con protagoniste femminili, in un mercato in cui i libri con protagoniste femminili sono considerati "da femmine", sono stati premiati e vanno ancora portati avanti, con coraggio, senza guardare ai numeri ma puntando alle idee che muovono.

Il terzo motivo è che non ci può essere modo più bello di celebrare i 70 anni di voto alle donne, compiuti lo scorso marzo ma in realtà identificati nella prossima ricorrenza del 2 giugno. Nel libro infatti si racconta delle donne che durante la seconda guerra mondiale per la prima volta intrapresero lavori "da uomini" poichè questi ultimi erano al fronte e delle donne partigiane, tutte donne che con la loro energia e il loro coraggio furono determinanti per l'ottenimento del voto femminile e per il ruolo delle donne nella Costituente.

Infine è un libro che si inserisce a pieno titolo nel nostro programma di realizzare "un altro genere di libri", ovvero libri che contrastino e contribuiscano a decostruire gli stereotipi di genere.  La trama infatti scorre su due binari paralleli, in due epoche diverse: i giorni nostri e gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Lara, la cui famiglia sta attraversando un periodo difficile a causa del licenziamento del padre, non riesce a rassegnarsi alla scelta condivisa dei genitori di lasciare al padre il ruolo di casalingo. Mentre lui, dopo un primo periodo di sconcerto, entra appieno e con soddisfazione nel ruolo di uomo di casa, Lara vorrebbe invece rientrasse nei canoni di quello che considera il lavoro normale per un uomo, cercando collaborazione tra le persone a lei più vicine e che considera più tradizionaliste. Ma, con sua sorpresa, la nonna materna non solo non la appoggia, ma le consegna un vecchio diario: le memorie del periodo di guerra di sua madre, la bisnonna della ragazza. Lara inizia così un viaggio nella storia della sua famiglia e dell’Italia, attraverso le parole e i racconti di una bisnonna speciale che, per mantenere i propri figli, svolgeva il lavoro insolito di tranviera quando molti uomini erano in guerra. Leggendo il diario Lara scopre il ruolo che hanno avuto donne coraggiose come la sua bisnonna (che entra a far parte dei Gruppi di difesa delle donne e collabora con la Resistenza) per arrivare alla Liberazione e al diritto di voto. Viaggiando nel passato, riesce anche a superare i suoi preconcetti.

Stiamo vivendo un periodo in cui le battaglie delle donne sono spesso svalorizzate, in cui le conquiste degli ultimi 70 anni sono considerate negativamente, in cui sono molte le voci secondo le quali le donne dovrebbero attenersi all'antico ruolo di cura, in cui secondo molti uomini e donne dovrebbero continuare a rivestire ruoli tradizionali che sarebbero innati nei due sessi. Noi rifiutiamo fermamente di ascoltare queste voci, continuiamo con convinzione a portare avanti le nostre idee e siamo felici di avere dalla nostra parte le ragazzi e i ragazzi, tutte e tutti desiderosi di vivere la loro vita con pienezza di aspirazioni e desideri.