Da un'estate difficile a un autunno impegnativo

Un'altra estate è appena trascorsa e ci si accinge a riprendere le attività di Matilda Editrice. Nuovi libri sono in dirittura d'arrivo, su altri si sta lavorando. Il piacere di fare libri belli è sempre lo stesso, piano piano aumenta anche la consapevolezza e un po' anche la competenza di una editrice che comunque si sente sempre dilettante (nel senso di inesperta ma anche nel senso che fa quel che fa per diletto!).

Nonostante ciò si prospetta una fase molto difficile, per chi pubblica libri che parlano di accoglienza, di diversità, di violenza contro le donne, di bullismo, di stereotipi. Infatti i temi che ci hanno intrattenuto, non molto piacevolmente per la verità, durante questa estate, non danno molta fiducia.

Innanzitutto il razzismo, verso chi fugge da lager, miseria, guerre. Il razzismo che diventa chiusura verso l'altro, che viene manipolato e creato dando l'idea di emergenze che non esistono. Razzismo espresso per slogan che camuffano la realtà, creano falsi problemi, confondono le idee. Razzismo che ci fa dimenticare la matrice dei problemi che costringono persone a fuggire, e le responsabilità che condividiamo. E ci fa dimenticare che non ci sono colpe o meriti nell'essere nati in una certa parte del mondo e che la razza è una sola, quella umana.

Ogni volta che qualcuno prova infatti a dire o fare qualcosa per combattere il razzismo viene immediatamente bollato con l’appellativo “buonista”, quasi a dire che la parola solidarietà abbia acquisito un’accezione negativa. Ci si arrocca per difendere confini, senza ricordare che la terra è nata senza confini. C'è chi vuole difendere una razza, dimenticando che la cosiddetta “difesa della razza” (realizzata tramite propaganda, luoghi comuni, prepotenza e odio) ha generato guerre e persecuzioni poco meno di un secolo fa e, soprattutto, ignorando che la popolazione del nostro Paese si è sviluppata nel corso degli ultimi 2-3 millenni grazie a migrazioni e incroci di popoli: un esempio per tutti è il troiano Enea! Ci si accanisce contro i disperati che fuggono per cercare un futuro, trascurando che noi italiani/e abbiamo provato la stessa disperazione, per non parlare della responsabilità occidentale nell’aver depredato le ricchezze - e quindi il futuro - dei popoli oggi in fuga. Per fornire un alibi al proprio menefreghismo si accetta la facile spiegazione secondo cui le persone desiderano entrare nel nostro Paese per delinquere, ignorando che queste donne e uomini avevano spesso un lavoro e un ruolo sociale nei rispettivi Paesi di provenienza.

Il razzismo parlato, ma non solo, perché questa estate c'è stata una vera e propria esplosione di episodi di razzismo reale, non dimentichiamolo. Dalla bimba rom colpita da un proiettile a piombini a pestaggi vari verso uomini e donne dalla pelle scura. Qui c'è un elenco che mi pare sia abbastanza completo:http://www.dire.it/20-08-2018/224109-far-west-italia-ecco-episodi-violenza-razzista-ultimi-mesi/

Poi c'è lo spregio alla cultura: chi considera radical chic (espressione diventata di moda quest'estate, che per certi versi è sinonimo di buonista) il murale di Hearing ma niente in confronto alla sottosegretaria alla cultura che si vanta di non leggere da tre anni ma si ripromette, per svolgere meglio il suo compito, di frequentare di più cinema e teatri! E la lingua italiana? Non interessa certamente a chi considera cacofonico usare il femminile delle professioni e cariche di maggior prestigio. La grammatica, evidentemente, così come il rispetto per le donne, è una opinione! Per altri versi il linguaggio cambia, però: stanno diventando negative parole come pasionaria, ideologia, intellettuale, femminismo, cultura, e buonista ovviamente, e si cerca di sdoganarne altre, ad esempio fascismo (magari proponendo di abolire la legge Mancino).

È stata anche una estate di grandi tragedie, dal crollo del ponte di Genova ai giovani stranieri raccoglitori di pomodori morti a due passi da casa mia in incidenti stradali... ma in questo momento desidero solo ricordare con dolore le vittime.

E poi ci sono le donne e il sessismo. Mentre le donne continuano a morire ammazzate per mano dei “loro” uomini e a essere violentate da uomini di più diversa estrazione culturale e professionale si ricomincia a parlare di ragazze che se “la vanno a cercare”. Dopo un processo sommario ad Asia Argento si cerca di archiviare il #metoo perché, si sa, “queste donne del mondo dello spettacolo prima vanno anche loro a cercarsi occasioni per farsi notare e poi si lamentano”. Gli insulti sessisti sono sempre all'ordine del giorno. Sparita dalla scena Laura Boldrini altre donne politiche vengono prese di mira con minacce di stupro e simili per aver espresso idee non gradite. Vengono anche lanciate “lezioni d'amore” nelle scuole piemontesi... si pensa ad una cosa buona finalmente, finché non si leggono le dichiarazioni di uno degli autori del progetto, contro il femminismo, il #metoo e da cui trapela una grande confusione sulla “teoria gender”.

Intanto nuovi politici arrivano in scena, come Pillon, fra gli organizzatori del Family day, che oltre che desiderare di cancellare il diritto di aborto come in Argentina ed essersela prese con le streghe nei libri per l'infanzia!, ha presentato un DDL che dovrebbe rivedere tutta la disciplina giuridica delle separazioni, contro le donne e non certo a favore di bambine e bambini e da cui traspare lo spettro della Pas. Decenni di battaglie che rischiano di essere buttati al vento. Questa credo sarà la prima grande battaglia che ci attende quest'autunno (per capire meglio i pericoli del DDL qui un ottimo articolo di Simona Sforza). Affido condiviso, Pas, bigenitorialità... temi che abbiamo trattato in due libri: Bambini con le ruote e Sguardi Differenti.

Però a fine luglio abbiamo visto una bellissima eclissi di luna. E una luna rossa bellissima, quasi come le tante magliette rosse indossate da chi, nonostante tutto, non si arrende.

Come non si arrende Matilda Editrice. Speriamo di avere il riconoscimento di tanti lettori e tante lettrici, ne abbiamo bisogno più che mai. E ci sosterremo insieme, per parlare appunto di accoglienza, di diversità, di violenza contro le donne, di bullismo, di stereotipi. Matilda, come tutte le case editrici, diffonde parole e le parole non sono mai neutre, tanto più ora che è arrivato il momento di schierarsi.