Dalla parte delle bambine e dei bambini

Riguardo alle ultime esternazioni dela "nota scrittrice", lascio perdere gli insulti al femminismo o le odi al "patriarcalesimo" ma due osservazioni le voglio fare. Certo, le donne partoriscono, allattano, nutrono, accudiscono, l'hanno sempre fatto e lo faranno sempre. Però nel momento che adesso fanno anche altro (e lei bontà sua ce ne riconosce la possibilità... d'altra parte lei stessa è una medica oltre che scrittrice) non vedo perché non insegnare ai bambini  (e io i maschili non li uso mai a caso!) che anche un papà può cambiare un pannolino o ninnare o preparare la pappa.

Dobbiamo provare a crescere futuri uomini e donne senza pregiudizi in modo che le mamme di domani non dovranno vergognarsi di dire di avere o volere dei figli ad un colloquio di lavoro perché magari domani i papà potranno prendere dei periodi di congedo parentale o preparare la cena mentre la mamma stira (o viceversa). Molti lo fanno già oggi, in molte famiglie c'è già collaborazione costruttiva. Dobbiamo continuare! E mettere nei libri di scuola le mamme che cucinano e i papà che si dedicano agli hobby, quello sì, contribuisce a creare un domani matrimoni difficili perchè gli uomini saranno stati educati ad aspettarsi una servetta invece di una compagna di vita!!!

Se di figlie e figli se ne fanno pochi il motivo non va individuato, mia cara scrittrice, nel fatto che le ragazze vogliono fare le pompiere o le ingegnere, o nel vedere il matrimonio come una trappola. Ci è bastata Lorenzin a raccontarci queste stupidate, adesso abbiamo bisogno di fare in modo che i giovani e le giovani possano sentirsi sostenuti nel desiderio di avere dei figli. Ed è compito delle politiche economiche e sociali. E magari sarebbe anche ora di abbattere, quello sì, la mistica dei Mulini Bianchi.

Ho avuto, perché fortemente desiderati, un figlio e una figlia, li ho allattati, cullati, accolti. Li ho accompagnati nella crescita con gioia, curiosità, passione. Ho cercato di nutrire anche i loro desideri e le loro passioni, però li ho lasciati libero e libera di scegliere cosa leggere, come giocare, quali film vedere. Perchè non è vero che tutte le bambine vogliono giocare con le bambole  e le bambine non desiderano guidare le automobili (a proposito, lo sa che nonostante gli stereotipi le donne provocano molti meno incidenti stradali? E ancor meno le giovanissime?)

Vorrei commentare anche questa frase: "Tra quarant’anni saremmo una repubblica islamica: le bambine a cui sono state dette un mucchio di balle, incluso il fatto che possono fare il minatore e il pompiere, porteranno in burca! ma sinceramente non l'ho proprio capita, mi dispiace. 

Se il ruolo della donna è cambiato (e lei lo dice che è cambiato, e lo testimonia la sua vita) mi dispiace ma deve cambiare anche quello dell'uomo.

Dunque anche se lei dice: "Cominciamo a mettere insieme una narrativa per ragazzi che spinga gli uomini e le donne a sposarsi e mettere su famiglia, o saremo fisicamente morti nel giro di una generazione" io da editora continuerò a lavorare a una narrativa per ragazzi e ragazze che rappresenti una famiglia in cui ci si ama, ci si rispetta, si collabora e si affrontano insieme gioie e difficoltà, una famiglia in cui insieme uomo e donna crescono i figli e le figlie (certo, lei partorisce e allatta ma lui nel frattempo può dare una pulita alla casa e ninnare un po' la creatura che si sveglia di notte per permettere a lei di riposare..) Perchè una famiglia che nasce da due persone formate alla collaborazione al rispetto, sarà una famiglia felice. Continuerò anche a dare spazio alle figure femminili, sia del passato che del presente. Vede, non condivido la sua affermazione: "il patriarcalesimo ci ha dato una letteratura e una scienza che nessuna civiltà mai avuto" perchè le donne quando ne hanno avuto la possibilità hanno contribuito in maniera importante in passato (e di possibilità ne avevano poche) e stanno contribuendo in maniera enorme da quando hanno pari opportunità per farlo. Pensiamo alle scrittrici del novecento e di questo inizio di secolo, ad esempio, lei inclusa perchè sia io che mio figlio e mia figlia abbiamo amato i suoi libri.

Invece da donna, femminista (ebbene sì, lo sono! e a differenza sua ho amato il libro Dalla parte delle bambine, che lei trova orrendo), continuerò ad impegnarmi per le pari opportunità nel rispetto delle differenze e dei desideri. Perchè la biologia è una cosa certa e nessuno vuole negarla, ma le costruzioni sociali sono un'altra cosa e su quelle abbiamo da lavorare, dobbiamo lavorare.

Donatella Caione, 11 ottobre 2016

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