Di quante ragazze ammazzate ha ancora bisogno questa campagna elettorale?

Di quante ragazze ammazzate ha ancora bisogno questa campagna elettorale?

Di quante ragazze comprate, violate, pugnalate, fatte a pezzi ha ancora bisogno questa campagna elettorale? Ragazze che tutti i partiti politici, chi un un modo chi in un altro, seppure con diverse sfumature di mancanza di vergogna, stanno usando? Da chi arma la testa di chi vuol fare il giustiziere a chi ne prende le difese in nome della vittima, da chi "approfitta" della tragica morte di un'altra ragazza per evidenziare che l'assassino era italiano, senza spendere due parole per la giovane pugnalata, oppure a chi invita gli altri a non strumentalizzare, strumentalizzando.

Posso dire che non mi interessa che le donne non vengano ammazzate da stranieri o non vengano ammazzate da italiani, ma mi interessa che non vengano ammazzate?

E, ancora, quanta altra violenza verbale e simbolica contro le donne dobbiamo aspettarci ancora in queste ultime tre settimane? Compresi fantocci bruciati, macabri fotomontaggi e derisioni varie di stampo sessista?

Nel frattempo, non sento nessuno che nei suoi programmi indichi tra le priorità un serio programma per contrastare il femminicidio, lo stalking, il sexting, l'hate speech, il revenge porn, il cyberbullismo. Non sento nessuno che pensi di aumentare gli stanziamenti per i Centri anti violenza o che proponga nuove forme di sostegno per incentivare la prevenzione della violenza fin dalla scuola dell'infanzia, svolta spesso solo a titolo di puro volontariato. Non sento nessun partito pronunciare in maniera decisa degli intenti reali, un interesse reale per la prevenzione di azioni che ormai fanno parte delle nostre cronache quotidiane.

E  non parliamo poi del giornalismo che invece di evidenziare queste carenze e contraddizioni, invece di inchiodare la politica a responsabilità e seri intenti, ne approfitta per fare articoli ad effetto, per dare spazio a tristi coprotagonisti, per continuare a colpevolizzare le donne, a usarle per fare titoli che catturino l'attenzione.

Ma tranquillizziamoci, sul palco di Sanremo si regalano fiori alle donne e tra le candidate c'è l'avvocata nota sostenitrice della Pas che fa parte dell'associazione (di cui fa parte anche la conduttrice di Sanremo) che ha realizzato una delle più insulse (e costose) campagne contro la violenza.

Non ce la possiamo fare.