Discutendo di stupro, di donne, di carabinieri...

12 punti ed una conclusione

Ho partecipato negli ultimi due giorni a decine di discussioni sui social network relative alla vicenda dello stupro delle due ragazze americane avvenuto a Firenze. Le discussioni si sono articolate su vari aspetti della vicenda. Provo a riassumere alcuni punti:

1 -  I carabinieri Tutti/e abbiamo in famiglia o tra gli amici un appartenente alle Forze dell'ordine che stimiamo e amiamo ma questo non vuol dire che tutti siano stimabili, come non lo sono tutti i padri di famiglia o tutti gli italiani o tutti i congolesi. Individuare ed escludere le mele marce è necessario per poter continuare a rispettare chi svolge questo lavoro con professionalita e anche chi ha perso la vita nello svolgerlo. 

2 - La credibilità delle donne Tutte le donne devono avere, nel caso siano vittime di stupro, la serenità di sapere che possono denunciare senza che le loro vite ed azioni siano rivoltate come calzini e diventino loro stesse imputate. Abbiamo idea di come vicende come questa rendano difficile ad una donna denunciare uno stupro? Abbiamo idea di quanto in generale sia difficile per una donna denunciare uno stupro o una violenza domestica? Abbiamo idea in quest'ultimo caso delle pressioni che spesso riceve (ahimè dalle forze dell'ordine) a sminuire, sottovalutare, ridare fiducia al mostro, comportarsi in modo da non scatenare la sua violenza? Ovviamente se la violenza viene da un nero sarà creduta.

3 - I giudizi sulle vittime. Donne che come fanno sbagliano: troppo sottomesse, troppo emancipate, troppo coperte o troppo scoperte. Troppi uomini che vogliono decidere per loro, troppi uomini che farebbero meglio a stare zitti chiedendosi magari se lo stesso sguardo lo rivolgerebbero alle loro figlie. E troppe donne anche, pronte a ergersi a giudici.

4 - La responsabilità delle vittime E qui mi sento anche toccata come madre che ha cresciuto una figlia spiegandole che nel mondo ci sono lupi ma anche persone cui può chiedere aiuto. E che comunque non è lei che non deve andare nel bosco ma è il lupo che non deve importunarla. Certo se le nostre figlie stessero chiuse in casa dopo il tramonto avremmo risolto il problema degli stupri. Ma in effetti non basterebbe, dovremmo anche impedire loro di lavorare fuori casa, di sposarsi (il matrimonio può essere molto pericoloso), di andare a scuola. E magari mettere loro il burqa. Ma neanche basterebbe perché lo stupro avviene anche ad opera di persone di famiglia.

5 - Perchè una donna dovrebbe mentire? In questo caso, se le ragazze americane fossero state consenzienti, una volta chiarita la fake news della polizza, mi spiegate che interesse avrebbero dovuto avere a fare una denuncia che in qualche modo avrà un fortissimo impatto sulla loro vita, sul loro viaggio di studio, sulle loro relazioni personali?

6 - L'estrema confusione sull'autodeterminazione delle donne.  Chi è ostile verso altre culture e deplora il ruolo della donna nelle culture come quella islamica (cosa che deploro anche io ma da un punto di vista diverso perché è quello della libertà delle donne non dello scontro culturale) ha dimenticato in questi giorni lo stesso principio che difende cioè che le ragazze occidentali sono ragazze cresciute libere, senza burqa fisici e mentali. E dunque io non capisco perché si deplori tanto il ruolo della donna nella società islamica e  poi alla prima occasione si considerino 'santarelline' le ragazze libere che fanno l'unico errore di fidarsi delle persone che dovrebbero rappresentare la legge. Perché guardate non è che possiamo dire loro 'siete libere ma solo fino alle dieci di sera' o 'siete libere ma senza bere alcolici'. O 'siete libere finché qualcuno si approfitta di voi'. Se sono libere hanno diritto di fare anche le stesse cazzate dei coetanei maschi come prendersi una ciucca. E hanno il diritto di fidarsi e abbassare le difese se qualcuno che rappresenta l'ordine e la legge sta apparentemente dando loro una mano nel momento del bisogno. E mi chiedo se queste persone abbiano veramente a cuore la libertà delle donne di altre culture o se gli interessi solo insultare le diverse culture.

7 - La natura stessa di un delitto come lo stupro. Lo stupro non è più delitto contro la morale dal 1996. E' un delitto contro la donna che lo subisce e come tale non è meno delitto se la donna porta la minigonna piuttosto che i jeans o se è più o meno sobria o sotto effetto di droghe. Eventuali valutazioni sulla moralità della vittima sono assolutamente fuori luogo, quindi.

8 - L'importanza della parola consenso. Fare sesso con una ragazza intossicata da alcool e fumo è come farlo con una donna che dorme. NON CI PUO' ESSERE CONSENSO. È STUPRO. 
Non vale in questo caso il silenzio assenso, non vale dire che non hanno gridato perché proprio perché non erano in grado di esprimere consenso non erano neanche in grado di esprimere dissenso. Hanno subito e basta, senza averne coscienza nell'immediato. 

9 - L'importanza del linguaggio che forma il pensiero. Rifletta l'Ordine dei giornalisti su articoli e servizi ignobili e sessisti trasmessi in questi giorni.

10 - Fake news e bufale, che pure formano il pensiero La prima bufala è stata quella della polizza: le ragazze avrebbero fatto una falsa denuncia per riscuotere un'assicurazione. In realtà pare che siano coperte da una normalissima polizza che non ha certo lo scopo di far ottenere un rimborso ma solo di coprire spese mediche e legali, di routine per giovani che studiano all'estero. Poi c'è stata la finta notizia sul numero di ragazze americane che avrebbero denunciato finti stupri, prontamente smentita dalla questura di Firenze. Infine ha cominciato a circolare una falsa foto che ritrae due pin up, spacciate per le due ragazze.

11 - Abuso di alcol. Certo, l'abuso di alcol da parte di giovani di entrambi i sessi è un fenomeno grave, da non sottovalutare. Ma in questo caso non c'entra niente se non per evidenziare come la non sobrietà delle vittime aumenta la colpa degli stupratori. Quanto al sindaco di Firenze, bene avrebbe fatto a stare zitto.

12 - Rapporti consenzienti  Se i carabinieri volevano avere un rapporto con le ragazze avrebbero potuto provare a fissare un appuntamento per il giorno dopo. Loro sarebbero stati fuori servizio e le ragazze ipoteticamente libere di decidere, da sobrie, il loro consenso. Questo sarebbe stato un ipotetico rapporto consenziente, da praticare magari non in mezzo alle scale o in ascensore.

13 - 20 minuti Questo è il tempo in cui l'auto dei carabinieri è stata ferma sotto casa delle ragazze. Anche il più meschino degli uomini dopo un rapporto consenziente, sebbene in orario di lavoro, non sarebbe scappato via così velocemente.

Infine, se ancora non fosse stato abbastanza chiaro, questa vicenda ha mostrato come sessismo e razzismo siano inscindibilmente legati. Come per tanti uomini il contrasto alla violenza contro le donne diventi determinante quando il mostro ha la pelle scura, quando scatta il meccanismo di difendere "la propria roba".

La violenza contro le donne: fisica, psicologica, verbale, sessuale, economica non ha colore, non appartiene a culture o paesi. E come donna rifiuto che venga strumentalizzata a fini elettorali o razzisti o comunque di parte. Non si misura con dettagli osceni né con gradi di consensualita e va combattuta senza distinguo e con decisione, da chiunque provenga e in qualunque modo si manifesti.

Donatella Caione, 10 settembre 2017