Il maschile prevale sul femminile?

Stamattina, 18 gennaio, all'interessante convegno Comunicazione di genere tra immagini e parole, organizzato da Unifg e dall'Associazione Impegno Donna, tenutosi a Foggia, ho ascoltato con grande interesse il video intervento della professoressa Margherita Orsino dell'Università di Tolosa. 

Ha parlato soprattutto del Manifesto delle e dei 314: Non insegneremo più la regola: «Il maschile prevale sul femminile»

Il Manifesto è nato dalle domande di bambini e bambine raccolte dalle loro insegnanti. Bambine e bambini hanno chiesto: perché il maschile prevale sul femminile? Dunque si è indagato su questa regola e sì è scoperto che è una regola che non esiste da sempre nella lingua francese ma solo dal Seicento, il periodo della Monarchia Assoluta che poi è anche il periodo della nascita della Academie Francaise fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu. Prima non esisteva. Nel 1767 un membro dell'Academie, il grammatico Nicolas Beauzée, spiegò: Il genere maschile è ritenuto superiore al genere femminile a causa della superiorita del maschio sulla femmina.

Riflettendo sul permanere di questa regola è utile pensare che fino al 1981 tutti i membri dell'Academie erano uomini; nel 1981 entrò a farvi parte Marguerite Yourcenar. Attualmente ci sono solo 4 donne, su 40 componenti.

Prima del Seicento, prima che il maschile prevalesse sul femminile, c’era la regola dell’accordo di prossimità. Quindi prima del Seicento si diceva: Le bambine e i bambini sono belli oppure I bambini e le bambine sono belle. La regola di prossimità era già presente in greco e latino. Dal Seicento invece in Francia si dice: I bambini e le bambine sono belli, ma si dice anche Mille donne e un cane sono situati o Uno sgabello e mille donne sono situati. Il maschile prevale, anche fra mille donne e un cane o mille donne e un oggetto, a causa della superiorità del maschio sulla femmina. Quando due generi si incontrano il più nobile deve prevalere.

Da tutto ciò è nato il manifesto. Tutto il dibattito è raccontato molto bene in quest'articolo italiano su Il post

Tra l'altro la regola Il maschile prevale sul femminile è insegnata in modo molto deciso e insistente perché il francese è una lingua omofona dunque per evitare confusione la regola viene ripetuta a bambine e bambini fin da piccole/i praticamente ogni volta che si fa un dettato, per cui questa idea della prevalenza di un genere diventa pervicace. E condiziona l'immaginario delle/dei piccole/i fin dalla pima infanzia.

Intanto oggi, dice la professoressa Orsino, in modo un po' ipocrita si dice che l’aggettivo si declina al genere indifferenziato e cioè al maschile come se il maschile fosse neutro, un po' come si dice in Italia, niente di nuovo insomma. Per di più dopo l’uscita del Manifesto il Ministro dell'Istruzione ha pubblicato una circolare sulla scrittura inclusiva. Ma la pressione dei media e della gente in Francia fa riflettere la Academie e il mondo politico, il dibattito è più che aperto.

Ma perchè mi ha colpito compendere bene tutto ciò? Perchè tutto discende dall'affermazione del grammatico Nicolas Beauzée che nel 1767 disse: Il genere maschile è ritenuto superiore al genere femminile a causa della superiorita del maschio sulla femmina. Affermazione che ci fa comprendere senza ogni dubbio perchè si usa il maschile prevalente o si fa così fatica a declinare al femminile le professioni. Non si tratta di un malinteso sul considerare il maschile neutro ma di una esplicita volontà di dare più valore al maschile in quanto rappresenta il maschio. Insomma, non è poi una cosa che non pensassi ma forse è uno spunto che può far riflettere chi tuttora pensa che tutto sommato non è importante il genere, che il maschile è un po' una forma neutra, che c'è ben altro di importante per dar valore alle donne, sono solo parole.

In italiano poi, La grammatica la fa... la differenza! (come recita il titolo del nostro libro), quindi facciamola anche noi!

Infine, vi propongo un bel video realizzato da due dottorande  della facoltà di Scienze dell'educazione: Murielle Gérin e Chloé Riban. È in francese, ma immagini e testi rendono semplice la comprensione anche per chi non conosce la lingua.

 

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