Le savie bambine di Rodari... e quel che Rodari penserebbe di ciò che succede oggi...

Qualche mese fa rileggendo La grammatica della fantasia di Rodari mi ha colpito il capitolo Storie tabù, che così inizia:

Chiamerò tabù un certo gruppo di storie che personalmente trovo utile raccontare i bambini, ma di fronte alle quali molti arricceranno il naso. Esse rappresentano un tentativo di discorrere con il bambino di argomenti che gli interessano intimamente ma che l’educazione tradizionale relega in generale tra le cose di cui 'non sta bene parlare': le sue funzioni corporali, le sua curiosità sessuali. Si intende che la definizione di 'tabù' è polemica e che io faccio appello all’infrazione del tabù. Credo che non solo in famiglia ma anche nella scuola si dovrebbe poter parlare di queste cose in piena libertà e non solo in termini scientifici perché non di sola scienza vive l’uomo. Conosco anche i guai che toccano agli insegnanti, sia di scuola materna che di scuola elementare e media, i quali vogliono portare i bambini e ragazzi esprimere totalmente loro contenuti, a liberarsi di tutte le paure, a sconfiggere ogni eventuale senso di colpa. Quella parte dell’opinione pubblica che rispetta i tabù fa presto ad accusare di oscenità, a far intervenire autorità scolastiche a sventolare il codice penale. Che un bambino osi disegnare un nudo, maschile o femminile, completo dei suoi attributi e facilmente contro il suo maestro si scalderanno la sessofobia la stupidaggine e la crudeltà del prossimo.

E continuando: 

Se un giorno scriverò questa storia, consegnerò il manoscritto al notaio, con l’ordine di pubblicarlo intorno al 2017, quando il concetto di cattivo gusto avrà subito la necessaria ed inevitabile evoluzione. A quel tempo sembrerà di cattivo gusto sfruttare il lavoro altrui e mettere in prigione gli innocenti e i bambini invece saranno padroni di inventarsi storie veramente educative anche sulla cacca.

Rodari era avanti, per tanti aspetti, ma certo non poteva prevedere che oltre 40 anni dopo la pubblicazione de La grammatica della fantasia non solo non sarebbe diventato di cattivo gusto lo sfruttamento del lavoro altrui ma sarebbero aumentate, e di molto, le censure, i tabù e i guai per gli/le insegnanti che desiderano lasciare bambine e bambini liberi di esprimersi. E né avrebbe potuto immaginare che nel 2017 i libri di testo della scuola primaia sarebbero stati infarciti di stereotipi.

Ma leggendo il bel libro di Marzia CamardaUna savia bambina, Gianni Rodari e i modelli femminili, edito da Settenove, mi sono resa conto che Rodari era molto avanti anche per quanto riguarda la mancanza di stereotipizzazione delle figure femminili nei suoi racconti, romanzi e fiabe. Bambine intraprendenti, sportive, che svolgono ruoli da protagoniste, non subiscono decisioni altrui, rivendicano le loro libertà di scelta, la loro autonomia, la loro intelligenza. Ma anche famiglie in cui si collabora nella responsabilità di crescere i figli e le figlie, in cui non ci sono ruoli di genere predeterminati per padri e madri né modelli autoritari di tipo patriarcale; famiglie in cui “Non comanda nessuno perché ci si vuole bene”.

Camarda analizza con grande rigore e precisione i ruoli di genere nell'opera rodariana nei più diversi ambiti: la rappresentazione del corpo (che passa attraverso aspetto fisico, sport, abbigliamento, controllo della donna), il lavoro, domestico e non, il matrimonio, i suoi fondamenti e la divisione dei compiti, la famiglia (il modello che offre, esaminando i ruoli corretti e sbagliati), i giocattoli e i modelli educativi. Come nota Pino Boero nella prefazione al libro, nonostante su Rodari si sia scritto, e giustamente!, tanto, mancava, prima del lavoro di Camarda, una analisi sul ruolo delle figure femminili nelle sue opere scritte per la maggior parte all'inizio degli anni '60 e quindi addirittura prima della nascita del movimento di emancipazione delle donne.

Insomma se è assodato che Rodari ha rinnovato la letteratura per l'infanzia, ha ribaltato il modo di raccontare le fiabe e di rivolgersi alle bambine e ai bambini, le/li ha incitate/i a pensare con la propria testa insegnando loro anche l'importanza della disobbedienza, a costo di fare anche errori, mancava una riflessione importante su quello che è stato il suo contributo nel rinnovare i modelli femminili, dando vita ad eroine come Atalanta o Alice Cascherina e tante altre.

Nell'esaminare le varie sotto tematiche Camarda riporta continuamente citazioni di brani di fiabe e racconti ma anche parti di articoli scritti per Noi Donne e Il Giornale dei Genitori ricordandoci come fosse “avanti” anche nella trattazione di tematiche pedagogiche e come anche in questo ambito avesse sempre un occhio attento al tema del genere.

Rileggere con questo punto di vista oggi le opere di Rodari ci permette anche di riflettere su una cosa di cui sono fermamente convinta, ovvero come negli ultimi tre decenni, tra l'altro successivi alla scomparsa del grande giornalista e scrittore, ci sia stata una forte involuzione nella rappresentazione delle figure femminili nella letteratura per l'infanzia e ancor più nei libri di testo, ancora più paradossale se si pensa che per molti versi la società stava cambiando in positivo per il ruolo delle donne. È come se il processo di cambiamento, avviatosi negli anni Sessanta e Settanta, si fosse poi bloccato e addirittura involuto. E la conclusione è che oggi, nel 2018, un anno dopo il 2017 da Rodari profetizzato come l'anno in cui il cattivo gusto sarebbe scomparso, ci ritroviamo invece immersi in una (sotto)cultura che vorrebbe relegare ad esempio le bambine a giocare con le bambole, laddove oltre quarant’anni fa Rodari scriveva: “La bambola può essere considerato il gioco ideale per le bambine solo in una società in cui la condizione di casalinga sia considerata la condizione ideale per la donna. Concezione piuttosto sorpassata, per non dire reazionaria. (…) Aiutatele ad avere interessi molteplici e se si appassionano alla tecnica e allo sport, lasciate perdere le carrozzine.” Immaginiamo un po' cosa penserebbe Gianni Rodari se sfogliasse un qualche libro per la scuola primaria in uso nel 2018 o venisse a sapere di libri censurati! O se scoprisse che nel 2018 è necessario ancora realizzare progetti per appassionare bambine e ragazze allo studio delle discipline STEM!

Insomma, il libro di Marzia Camarda, Una savia bambina, Gianni Rodari e i modelli femminili, è decisamente un libro da leggere.

 

Temi: