Legge e dibattito sul contrasto al cyberbullismo

Interessante l'articolo che ho appena letto molto critico sulla legge di prevenzione e contrasto al bullismo. Non conosco bene il testo ma l'approfondirò. Intanto nell'articolo leggo: "Il punto di partenza è che la legge aggiunge poco o niente alle regole già in vigore. Non serve, infatti, una legge, ma basta il buon senso a suggerire a chi ritenga di essere vittima di una condotta di cyberbullismo di rivolgersi al gestore della piattaforma attraverso la quale la condotta è posta in essere per chiedere che vi ponga fine, rimuovendo o bloccando il contenuto incriminato".

E' vero, sembra scontato, ma è veramente scontato che tutti usino il buon senso?

Partiamo con il sostenere che è giusto che debba essere così: deve essere assolutamente vietato condividere atti di cyberbullismo, come d'altra parte atti di violenza contro le donne. E deve essere vietato per tutti, non solo per chi li ha compiuti e se ne vanta. Deve essere vietato anche mostrarli per sostenere che il bullismo è da contrastare. Non è mostrando la violenza che si combatte la violenza. Io non mi sognerei mai di diffondere un video in cui una donna viene picchiata e a maggior ragione non mi sognerei di condividere un video dove un minore viene picchiato. Anche se si possono comprendere le buone intenzioni, non è accettabile che un ragazzino non solo subisca violenza ma debba anche subire la seconda violenza dovuta al fatto che il video in questione è stato visto da 3 milioni e mezzo di persone. Tra l'altro questo video è stato condiviso non certo da un sito che si occupa seriamente del problema ma da uno di quei siti attira pubblicità che hanno il solo scopo di mostrare roba attiraclick (tipo nonna che balla la zumba...). Non lo nomino quest sito, non voglio fargli pubblicità.

Però purtroppo c'è chi crede che mostrare la violenza serva. C'è chi crede che mostrare un bullo che picchia un bambino inerme con intorno un gruppetto di altrettanti inermi e scioccati piccoli spettatori serva. E magari credono anche che serva raccogliere commenti del tipo: "Gli passerei sopra con la macchina" o "L'ammazzerei di botte". E' così che si insegna a rifiutare la violenza? Con comportamenti violenti?

Mi riferisco a qualcosa che ho letto in questi giorni. E' stato condiviso questo video (visto 3,5 milioni do volte!), linkandolo appunto da uno di questi siti che hanno il solo scopo di raccogliere soldi con i click, e le uniche due persone che hanno cercato di far riflettere su quanto sia sbagliato condividere ciò, sono state tacciate di indifferenza e di omertà.

Bisogna invece da una parte evitare l'umiliazione che provoca una vittimizzazione ulteriore e dall'altra evitare l'effetto emulativo che purtroppo esiste sempre. Il bullo si identifica col bullo quindi vedere il video lo esalta ancora di più.

Dunque approfondiamo il testo di legge, ma non diamo nulla per scontato. Il bullismo va contrastato con ogni forza ma non abbiamo bisogno di gogne mediatiche, nè per i grandi nè tanto meno per i minori che vanno educati, non "ammazzati di botte". Abbiamo bisogno di educazione, di una legge che preveda delle attività educative volte al rispetto.  (sempre che i genderisti ce lo permettano...).

Per la verità mi è anche venuto il dubbio che il video sia stato costruito. Ma in tal caso solo per catturare click...


Donatella Caione, 23 settembre 2016

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