Lettera aperta agli aspiranti scrittori, illustratori...

Lettera aperta agli aspiranti scrittori, illustratori, ma anche traduttori o tutti coloro che desiderano lavorare nel mondo dell'editoria.

Quel che voglio dirvi è che io leggo volentieri tutto quello che ricevo ma le vostre mail sono davvero tante, tante, tante. E questa casa editrice è davvero piccola. Pensate che mediamente ricevo 2 o 3 mail con invii di materiale al giorno e questo mese, in quindici giorni ho ricevuto forse 2 o 3 ordini di libri. Non esagero, è davvero così... a volte ho l'impressione che coloro che vogliono collaborare a realizzare dei libri siano molti di più di coloro che desiderano leggerli o comprarli per regalarli.

A volte riesco a leggere subito altre no. A volte rispondo subito altre no perché è difficile rispondere, molto spesso. Le cose belle che ricevo sono tante e la scelta è davvero impegnativa. E spesso è dettata più da fattori emotivi o istintivi che "tecnici". Un po' perché selezionare non è affatto facile, un po' perché capita di scegliere un progetto perché muove qualche corda, che fa parte del vissuto o delle esperienze o della ricerca di chi legge. O magari perché è da un po' che penso che mi piacerebbe lavorare sul tal tema... e quindi quando arriva la proposta su quel tema l'accolgo al volo.

Fare bei libri non è difficilissimo, avendo una tale ricchezza di offerte, purtroppo è venderli che è difficile. Anche il libro che va meglio si vende sempre troppo poco. Per cui se un libro di cui si vende poco si vendono 250-300 copie l'anno, di un libro che va bene se ne vendono 500-600 al massimo... ma bisogna tirarne almeno 2000 copie e quindi realizzarne più che 7-8 al massimo l'anno è davvero difficile per una casa editrice piccola come questa.

Qualche giorno fa una aspirante autrice, che mi ha telefonato prima di inviarmi la sua bozza, mi ha chiesto se potevo devolvere gli utili al tal ospedale. Ho risposto che lo farei volentieri... se avessi utili. Mi accontento di andare avanti senza rimetterci.

Eppure i libri della Casa Editrice Mammeonline piacciono, scuole e biblioteche ne comprerebbero tanti... se avessero i fondi! Qualche giorno fa ho portato in una scuola elementare dei libri richiestimi. L'insegnante aveva sollecitato i bimbi e tutti i bimbi avevano portato gli 8 euro per comprare il libro... gli ho detto di darmene 4 ognuno... e conservare gli altri per scegliere poi un altro libro.

Insomma... per un editore non è più facile e in più c'è il rischio d'impresa. Quindi non siate troppo severi se devo rifiutare, se sono lenta a leggere e rispondere... e soprattutto non arrendetevi. Se scrivere, illustrare è la vostra passione continuate, senza arrendervi, a farlo, con tanti editori!